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Quante cose si vedono guardando una persona, un paesaggio, una costruzione architettonica?
Quante sono le linee reali e quelle immaginate?
Quali sono le differenze tra le diverse visioni che ogni singola personalità trasferisce sull’oggetto?
Questa collezione è stata creata come una riflessione fotografica sull’idea di spazio e tempo. La ricerca ha portato Revazov a soffermarsi sul concetto di gravità poiché si tratta dell’unica forza fisica che può interagire con dimensioni spaziali differenti.
Negli ultimi anni, l’artista ha eseguito delle lunghe ricerche sulla quarta dimensione tramite la fotografia su pellicola a infrarossi. Per mostrare questa dimensione nascosta viene utilizzata una vecchia tecnica, quella della doppia esposizione. Questa tecnica, conosciuta fin dal XIX secolo, consiste nello scattare due volte sullo stesso negativo, combinando le immagini in modo da avere una visione unica e originale.
Per questa collezione, l’artista presenta nove fotografie di Venezia che catturano un’immagine nascosta della magia lagunare. Non si tratta di immagini rassicuranti su una Venezia piacevole o turistica. Alcune sono quasi spaventose come Expecting Attila in Torcello; o hanno titoli che fanno riferimento a certe riflessioni di Goya come Venetian Hot Creates Monsters. Revazov attraversa i paesaggi veneziani spazialmente e temporalmente andando dall’antichità di Torcello alla modernità del molo di San Giorgio.
La tecnica della doppia esposizione permette di aumentare il peso simbolico delle foto caricandole di significati doppi. Il doppio è una caratteristica specifica della laguna dove ogni immagine è aumentata dal riflesso dell’acqua in cui si rispecchia.
Aggiungendo alla doppia esposizione, la pellicola monocroma a infrarossi, Revazov arriva a creare immagini uniche nel panorama della fotografia contemporanea. L’uso di una pellicola sensibile alle lunghezze d’onda dei raggi infrarossi, che non vengono dispersi dalla caligine dell’atmosfera, consente di ottenere immagini molto più chiare di quanto non sia possibile
per mezzo di emulsioni sensibili alla sola lunghezza d’onda del visibile. Si ottiene così una nuova luce che crea riflessi immateriali e migliora la consistenza, il contrasto e la profondità.
L’obiettivo dell’artista è quello di mostrare un mondo parallelo, invisibile all’occhio umano. Un mondo governato dalla gravità perché, come osservava Bentley nel XVII secolo: in assenza di gravità, l’intero Universo sarebbe stato un caos confuso.